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Stifone
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mweaStifone è una frazione del comune di mweqNarni, in mwegprovincia di Terni, posta lungo la riva sinistra del fiume mwewNera e lungo la mwfavia Ortana.
Contents
• Storia
• Economia
• Sport
• Note
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Storia
Nei suoi pressi sorgeva l'antico porto della città, nonché una mwhqstruttura cantieristica presumibilmente utilizzata dai mwhgRomani per la costruzione di grosse imbarcazionicite-ref-1[1]: dell'antica navigabilità del fiume Nera si hanno notizie da mwiwStrabonecite-ref-2[2] e mwkaTacitocite-ref-annales-libro-iii-9-3-0[3]. Nelle vicinanze è stato scoperto il sito archeologico di un cantiere navale romanocite-ref-4[4]cite-ref-5[5].
Afferma in proposito il primo sindaco della Narni liberata, mwngRutilio Robusti:
«L'origine della parola
Stifone
è greco-pelasgica e servì per indicare una località dove si dovevano costruire e varare delle barche o zattere di legname per essere inviate verso Roma o altrove, per poi servire a costruzioni navali di mole maggiore»
(Rutilio Robusti, Narni, guida della città e dintorni, 1924)
Che le parole di Robusti avessero un fondamento di realtà lo ha poi rivelato la recente individuazione di quella che era l'area dove le imbarcazioni venivano costruite, situata circa 900 m più a valle dell'abitato. Le dimensioni della struttura cantieristica lasciano tuttavia pensare che non si trattasse di semplici zattere, bensì di qualcosa di imponente realizzato dietro ad una precisa esigenza storica. Gli sforzi di alcuni volontari, riuniti nell'associazione mwoqPorto di Narni Approdo d'Europa, sono volti ad accertare quale fosse la reale utilizzazione di quel bacino, potendosi trattare di una scoperta per certi versi unica, qualora si accertasse un collegamento con la mwogI e la II guerra punica. Il sito archeologico giace tuttavia ancora in uno stato di abbandono e non è fruibile ad eventuali visitatori.
Il centro storico del paese venne invece edificato principalmente nel periodo che va dal mwpaXIV al mwpqXVI secolo, quando Stifone divenne il fulcro degli interessi agricoli della famiglia Silori, uno dei ceti narnesi più rilevanti, che costruì la maggior parte delle abitazioni, destinate alle numerose famiglie di contadini e artigiani che prestavano la propria opera per il "signore"cite-ref-6[6]. Questa conformazione economica e sociale si protrasse fino a dopo la mwqgprima guerra mondiale, quando l'industrializzazione della provincia di Terni attrasse la manodopera di Stifone verso il lavoro operaio.
Nella notte tra il 22 e il 23 gennaio 1864, lungo il tratto ferroviario in costruzione tra Narni e mwraOrte, vi fu una mwrqesplosione causata da una gestione imprudente della mwrgpolvere da sparo destinata ai lavori della ferrovia, che provocò la distruzione quasi totale del paese e la morte di dodici persone.cite-ref-panconesi-7-0[7]
Economia
L'abbondanza d'acqua, sia di fiume che sorgiva, ha giovato molto all'economia del luogo, nei tempi passati.
Stifone era sin dal mwtgMedioevo noto per la numerosità dei suoi mwtwmulini ad acqua, di cui il più importante era noto come mwuaMola Alberti, dal nome della famiglia proprietariacite-ref-8[8].
Grande importanza rivestì la mwvgferriera mwvwpontificia, sorta per raffinare il mwwaminerale estratto dalle rocce del monte Santa Croce. Essa fu costruita nel mwwq1707 dalla Reverenda mwwgCamera Apostolica e nel mwww1713 fu rilasciata a un cittadino genovese la licenza per lo sfruttamento delle miniere e per l'utilizzo della ferrieracite-ref-9[9].
In prossimità del fiume ancora si trova il porto dell'antica mwyqNarnia, che ha rivestito una certa importanza dall'epoca romana sino al mwygXVIII secolo, perché veniva utilizzato per il trasporto di legname, laterizi e derrate alimentari dall'mwywUmbria fino a mwzaRoma. Da presumersi che la struttura servisse inoltre anche un regolare trasporto di persone verso Roma. Noto il passo di Tacito dove si parla del console mwzqGneo Calpurnio Pisone che nell'anno mwzg19 d.C. raggiunse la capitale imbarcandosi proprio a Narni.cite-ref-annales-libro-iii-9-3-1[3].
Negli antichi statuti delle mwbaCorporazioni, in particolare in quello dell'mwbqArte della Lana, si riscontrano notizie su Stifone come sede, dal mwbgXIV al mwbwXVIII secolo, di alcune gualchierecite-ref-10[10]. Per mwdagualchiera si intendeva sia il complesso degli attrezzi utilizzati sia l'edificio dove, sfruttando la forza dell'acqua, si eseguiva la gualcatura o mwdqfollatura della lana. I gualchierai, che a Stifone arrivarono ad essere 9 nel mwdgXVI secolo, oltre a svolgere la follatura, custodivano le gualchiere, tramandandosi il mestiere di padre in figlio; erano iscritti anche all'Arte della Lana e quindi sottoposti a tutti i vincoli imposti dalla Corporazione, almeno fino al mwdw1782, anno della sua soppressionecite-ref-11[11].
Sulle cascate dell'acqua sorgiva nelle vicinanze della Mola Alberti, su impulso dell'ingegnere mwfqAldobrando Netti, nativo di Stifone e pioniere dell'energia elettrica in Italia, vennero anche messe in funzione nel mwfg1892 due tra le prime mwfwcentrali idroelettriche italiane, utilizzate anche per illuminare la città di Narnicite-ref-12[12]cite-ref-13[13]. Dal 1939 esse sono sommerse dall'invaso artificiale usato per alimentare la centrale ex-Valdarno. L'invaso ha anche coperto lo sbocco di diverse sorgenti naturali, che riescono a fornire un flusso complessivo di circa 10 m³/s.
Monumenti e luoghi d'interesse
• Antichi lavatoi, nel centro del paese, da cui scaturisce un abbondante flusso d'acqua sorgiva;
• Edificio del Monte Frumentario;
• Chiesa di S. Marina, contenente due pale d'altare del XVIII secolo;
• Resti del mwjgcantiere navale romano di Stifone;
• Ponte sul Nera;
• Eremo di Santa Betta o Monastero di San Giovanni, di cui restano in parte gli edifici e le cisterne per l'acqua.
Sport
Note
cite-note-11. ↑ Christian Armadori, mwnqIl Porto di Narnia e il Cantiere Navale Romano sul fiume Nera, Ed. Quasar, 2012; Alvaro Caponi, mwngI segreti del porto etrusco e il cantiere navale di Narnia: ritrovamenti unici al mondo: Villa Pompeia Celerina, Ricerca obiettivo, 2006
cite-note-22. ↑ mwogGeographia, Libro V, 2,10
cite-note-annales-libro-iii-9-33. ↑ mwqaAnnales, Libro III, 9
cite-note-44. ↑ Giuseppe Fortunati, mwraNarni e Narnia, Heos Editrice
cite-note-66. ↑ Albore Livadie C., Ortolani F. mwtqIl sistema uomo-ambiente tra passato e presente Edipuglia, Bari 1999, pag. 322
cite-note-panconesi-77. ↑ Maurizio Panconesi, mwuqLe ferrovie di Pio IX. Nascita, sviluppo e tramonto delle strade ferrate dello Stato Pontificio, 1846-1870, 2005, pp. 218-219.
cite-note-1010. ↑ Menestò E., Pellegrini G., mwyaItinerarium. Università, corporazioni e mutualismo ottocentesco: fonti e percorsi storici'’, Fondazione CISAM, Perugia 1994
cite-note-1111. ↑ AA. VV., mwzaGli statuti dei comuni e delle corporazioni in Italia nei secoli XIII-XVI, Senato della Repubblica, Roma 1995
cite-note-1212. ↑ A. mw0aPacchelli Silori, mw0qMemorie della mia gioventù, Edizioni Torre, Orvieto, 1965
Bibliografia
• Christian Armadori, mw2gL'Italiano Europeo, aprile 2006
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Stifone
Collegamenti esterni
• http://www.stifone.it
• mw5aInformazioni sul sito del Comune, su comune.narni.tr.it (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).
• mw5gLe sorgenti di Stifone, su comune.narni.tr.it (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).
• mw6aChiesa di S. Marina, su diocesi.terninarniamelia.it (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).